Memorandum di una vita fatta di Post-it

Memorandum di una vita fatta di Post-it

martedì, 16 gennaio 2007

...this is the end...

Questo blog è UFFICIALMENTE  e DEFINITIVAMENTE chiuso!!!
I miei pensieri saranno spostati altrove.
Ringrazio tutti coloro che mi han fatto compagnìa in questo viaggio.
Grazie di cuore.
                                                                                     -Zio Panzu-

scritto da: PneumaCuiaAlvusAstrictaEst alle ore 16:42 | link | commenti (3)
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domenica, 31 dicembre 2006

Lotta intestina e intestinale

Un urlo silenzioso mi sbudella mentre l'odio sale violentemente dalla bocca dello stomaco.
Sventra!
Duole!
Sanguina!
Travolge!
Ho troppa rabbia per parlare e troppo buon senso per tacere.
Forse dovrei davvero fare ciò che dice la gente...
Forse dovrei davvero devastare tutto ciò che mi si para innanzi...
Forse dovrei davvero pensare solo alla mia vita...
...e così farò!
...non perchè me lo dice chicchessia, bensì perchè è giusto vivere UNICAMENTE la propria vita.

scritto da: PneumaCuiaAlvusAstrictaEst alle ore 01:20 | link | commenti (2)
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mercoledì, 29 novembre 2006

Dubbi? Dubbi! Dù!

-Hai mai pensato di rivolgerti ad uno strizzacervelli?
-Certo. L'ho anche fatto, una volta...però non mi ha soddisfatto.
-Non ti ha soddisfatto?
-No. Come può essere oggettivo, uno che ha a che fare coi pazzi dalla mattina alla sera? Come fa a distinguere la pazzia dalla non-pazzia?

-Serviranno pure a qualcosa, gli studi fatti, no?!? E poi cos'è la non-pazzia?
-La non-pazzia è ciò che dovrebbe essere sanità mentale. Ha usurpato il suo posto un bel po' di tempo fa, quando qualcuno ha detto che la Terra è tonda e qualcuno gli ha creduto, quando si è capito che giocare sui numeri ritardatari del lotto è inutile perchè ci son le medesime probabilità per ciascun numero, quando qualcuno ha capito che non ci sarebbe mai stato quel famoso milione di posti di lavoro ed ha votato Prodi.
-...

scritto da: PneumaCuiaAlvusAstrictaEst alle ore 19:54 | link | commenti
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domenica, 19 novembre 2006

Essenza ragione

Batto.
Si. Batto affinchè la realtà che mi circonda sembri meno squallida.
Batto tra le volute nere dei copertoni bruciati.
Batto tra i camion che si fermano e tra i trans che smezzano con me il boccone della sera tra un
"Hey,bello!30 euro e sono tua!".
Batto per scrollarmi di dosso la notte con la sua indifferenza.
Batto perchè gli occhi possano avere altro senso, per un uomo di mezz'età.
Batto perchè la nebbia non riesce a nascondere la mia natura effimera.
Batto per la gente che tranquillamente si illude che tutto ciò non esiste.
Batto per protesta.
Batto perchè un no-global può dare il culo quanto un poliziotto.
Batto perchè in questo caso abbatto le differenze tra la gente normale e la gente come me.
Batto in vite che apparentemente sembrano ligie. Di giorno in ufficio. Buon padre di famiglia. Moglie, figli. Vita semplice. Persona stimata. Di notte, prima di tornare da tua moglie, come farai a cancellare il mio odore dal tuo corpo? Come farai a baciare tuo figlio prima di metterlo a letto. Come farai ad annullare tutto ciò che sei stato con me?
Batto perchè la natura dell'uomo è quella del peccato.
Batto perchè voglio conoscerla e perchè voglio immergermi in lei fino ad assuefarmene, vanificando tutto l'orrore che provo per lei.
Batto perchè odio questo mio essere.
Batto perchè, in fondo, è questo quello che voglio. Non ho pappa e non ho un posto fisso da litigarmi con le altre troie. Sono un freelance, io! Stivali alti con la zeppa. Parrucca scura, lunghi capelli di nylon che incorniciano i miei lineamenti duri. Zigomi alti che si nascondono tra le ombre del barile in cui brucia un fuoco amico. L'unica cosa amica che m'accompagna in questo viaggio.
Batto per purificare i miei pensieri e per fallare le teorie di chi abusa di me senza accorgersi di essere la vittima e non il carnefice. Intacco la tua sostanza! Intacco il tuo essere conforme alla società! Intacco la tua coscienza ed i tuoi pensieri...
Batto con la rabbia di chi non vuole perdere qualcosa di importante e con la forza di chi non ha nulla da perdere.
Batto perchè mi piace farlo. Oggi sono Sara, domani Ramona. Sono tutto ciò che vuoi, se ti attieni al tariffario. Sono ciò che non credevi io potessi essere. Sono il tuo vicino. Sono la fantasia che ti sfiora sotto la doccia. Sono la fiamma che avvampa in te quando cerchi di annullare i tuoi pensieri sconci. Sono il tuo protettore! Sono il tuo pappa! Sono ciò che temi di più! Una dipendenza fisica. Una dipendenza psicologica. Un punto di non ritorno nel quale perdersi.
Batto per vendetta. Sono la nemesi in cui immergi le tue mani insanguinate.
Sono la tua certezza di essere sbagliato.

scritto da: PneumaCuiaAlvusAstrictaEst alle ore 21:52 | link | commenti
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sabato, 18 novembre 2006

Essenza titolo

Febbricitanti istanti persi nella stanchezza antipiretica.
Odio stare con l'influenza e il raffreddore. A furia di non fare niente e stare solo con me stesso, comincio a non tollerarmi.
Non ho la forza di fissare il futuro e così lo immagino e lo racconto con gli occhi di chi ostenta comunque una finta saldezza.
Ieri ho litigato con me stesso e stanotte abbiamo dormito in letti separati.
Mi alzo in piedi e la testa si ritrova ad orbitare attorno a strane luci.
Non lo tollero più, con le sue manie di voler fare di tutto e di più.
Poi è il loro turno, di girare attorno alla mia testa.
Pensasse a studiare, che se tutto va bene il 7 ha un esame!!!

scritto da: PneumaCuiaAlvusAstrictaEst alle ore 12:52 | link | commenti
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mercoledì, 15 novembre 2006

...no matter what the future brings as time goes by...

"Mi scusi, sà mica dirmi dov'è la fermata dell'autobus?!?"
"Certo, mi segua! Ero diretto giusto lì per recuperare mia madre e tornare a casa assieme."
"E' molto lontana?"
"Direi di no. La costa è molto più distante e lei può addirittura sentire il rumore delle onde, se si concentra."
"Già..."
"Lo sà? Lei mi ricorda mio padre. Ha lo stesso modo di essere perplesso, quella ruga orizzontale che si forma mentre la fronte si aggrotta. Ha addirittura la stessa cicatrice a forma di punto esclamativo! Se non fossi certo dell'impossibilità della cosa, direi di esser tornato indietro nel tempo ed aver incontrato il mio generando...buffo, non trova?!?"
"Cos'è che trova buffo? Sto semplicemente andando a trovare mia moglie. Sà, lavoro a molti Km da qui e lei è troppo legata a questi luoghi, per abbandonarli. E così finisco per fare il pendolare per amore dei suoi sorrisi."
"Bello! Ma non si dispiace mai per il fatto che sua moglie preferisce la propria casa a lei? Non si sente trascurato? Non teme di essere poco importante nella sua vita?"
"Se lei conoscesse mia moglie, le assicuro che certe cose non le sfiorerebbero nemmeno la mente. Quella in cui mi sta attendendo è la casa che ha sempre desiderato per noi, è il tempio in cui ha innalzato l'ara del nostro amore ed è lì che sacrifica ogni suo istante per me. Credo sia complicato da capire a fondo, per chi non ha mai messo piede in una casa costruita su un'agenda..."
"Un'agenda?!?"
"Un'agenda!...ma, le ho detto, è tutto così complicato da spiegare...ha presente i sogni? Quelli fatti di immaginazione, fantasia ed un pizzico di follia. Bene! Immagini cosa potrebbe mai accedere mescolando quei tre ingredienti con il più potente dei reagenti: "l'imprevisto"! Tutto può accadere, se di mezzo c'è l'imprevisto!"
"L'imprevisto?!?"
"Si! L'imprevisto. E, che resti tra noi due, trovo che se l'imprevisto lo si sminuzza fino a renderlo polvere, prima di aggiungerlo alla mistura, beh, tutto assume un altro significato."
"Temo di non seguirla..."
"Beh, prenda per esempio il nostro incontro. Mi ha detto che assomiglio a suo padre."
"Una goccia d'acqua..."
"...e non le pare imprevisto tutto ciò? Non le pare imprevisto il fatto che, tra tanti, io abbia chiesto proprio a lei dove fosse la fermata del bus?"
"Beh, se la mette su questo piano..."
"Non è che sono io, a metterla su questo piano...è l'imprevisto! E' come quando ti svegli la mattina e fuori piove, ti prepari per una giornata acquosa e triste, indossi l'impermeabile grigio che sembra uniformarti alla pioggia per renderle indietro quel senso di apatia che cerca di infonderti col suo scrosciare cadenziato, impugni il tuo ombrello, varchi la soglia e ti ritrovi immerso nel sole più abbagliante."
"..."
"Le chiedo solo di soffermarsi sull'idea dell'imprevisto e di accettarla. Non è difficile, se si concentra sui ricordi che la legano al passato e si lascia andare al futuro con l'imprudente cecità del credente che si affida ad un essere superiore fidandosi della sua esistenza."
"Non credo di riuscirci, mi spiace. Comunque sia, siamo giunti alla fermata del bus giusto in tempo. Quello è il bus su cui viaggia mia madre. E' quella deliziosa vecchina ferma davanti alla porta centrale."
"..."
Il bus si ferma, apre la porta centrale e tra le note di "As time goes by" una voce si fa largo tra i sorrisi.
"Avanti, fannulloni perditempo! Non vorrete mica perdere la corriera e saltare la cena, vero?!?"
"Veniamo, mamma!"
"Andiamo, Jr.! Non si fa attendere una così bella signora..."


scritto da: PneumaCuiaAlvusAstrictaEst alle ore 23:53 | link | commenti (4)
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martedì, 14 novembre 2006

...come se non fossi io...

...è come sentirsi malati, questa apatia che mi lessa il cervello...
...è come essere di colpo seri e scoprirsi responsabili della felicità altrui senza trovare le forze per riuscire a donarla...
...è come quando fuori piove e le carte si mischiano ancora sul tavolo della vita creando confusione nella propria...
...è come lasciarsi cadere in un sonno profondo per non sentire tutto il dolore che ormai ti ha invaso l'anima e che non riesci a più a trattenere in te...
...è come il dubbio che tutto ciò che si è adesso, non lo si sarà mai più...

scritto da: PneumaCuiaAlvusAstrictaEst alle ore 22:45 | link | commenti
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lunedì, 13 novembre 2006

Gatto...

"...non apparteniamo l'uno all'altra; e lui è indipendente, come me. Non voglio possedere niente finché non avrò trovato un posto dove io e le cose faremo un tutto unico. Non so ancora precisamente dove sarà. Ma so com'è."

scritto da: PneumaCuiaAlvusAstrictaEst alle ore 17:52 | link | commenti (2)
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domenica, 12 novembre 2006

Spalle...

"C'è sempre qualcosa di cui parlare, quando c'è la nebbia e si passeggia assaporando lo smog e l'odore di terra umida che sale dal prato" sbottò all'improvviso Mr. Cì, saltando a piè pari tra i pensieri di Lord Panzu.
"Quanta veridicità nelle sue parole, amico mio! Al giorno d'oggi c'è così poco tempo per godersi il tepore del sole, che cominciamo a godere anche solo del velo ovattato della nebbia. Ricerchiamo la felicità in ogni dove, senza sosta, anelando qualcosa che forse mai otterremo ma per la quale siamo convinti di dover lottare. Troppe energie vengono spese ogni attimo della nostra vita alla ricerca di un sogno che ci crediamo dovuto in base alle sofferenze che ci porteranno a realizzarlo. Quanta inutile teoria! Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Il dolore si trasforma in sollievo nel non provarlo più ed il sollievo si trasforma in gioia. Tutto sta nel trovare un modo per interrompere la catena degli eventi e delle trasformazioni un attimo prima che la gioia si ritrasformi in dolore..." rispose Lord Panzu prima di rigettarsi in eloquenti elucubrazioni silenziose.
"Temo non vi sia altra via che la follia. Riparo opaco da sguardi indiscreti e, spiovente, per deviare gli scrosci di ingiurie rivolti alla nostra persona" disse Mr. Cì partendo alla volta di quella porta che dava sul bianco più accecante in cui i suoi occhi si fossero mai imbattuti.
"Lo temo anche io..." gli fece eco Lord Panzu, spazzando via ogni residuo di felicità ed avvolgendosi in un manto di gelida foschia prima di rientrare nella propria cella imbottita.

scritto da: PneumaCuiaAlvusAstrictaEst alle ore 02:10 | link | commenti
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martedì, 07 novembre 2006

Preludio (atto primo di madre vedova)

Alla ricerca del verde mi aggiro per strade ignote.
Alla ricerca del verde mi guardo attorno e rimango stordito dalla naturalezza con la quale lo scorgo.
Il verde è un colore che decisamente sa di buono, se guidato dalla meraviglia.
Parole masticate lentamente mentre gli occhi si guardano attorno furtivi e, note, note ad entrambi, tritano iceberg di non-conoscenza.
Cascate di zuccheroso colore prendono posto, adagiandosi sul latte e sul miele, mentre metalliche ali sorvolano giardini zen e finti ciuchini portano a sfiorati contatti.
La meraviglia ha diversi volti e diverse pronunce che pronunciare ancor non so.

scritto da: PneumaCuiaAlvusAstrictaEst alle ore 23:02 | link | commenti
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Diario più o meno aggiornato di una redenzione dovuta

Chi sono

Utente: PneumaCuiaAlvusAstrictaEst
Nome: Zio Panzu
Sono uno che ha bisogno che gli altri dicano di lui qualcosa che già sa,per poter dire a terzi ciò che loro immaginano di sapere sul mio conto.

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