L'amore è:
"Una creatura meravigliosa dagli occhi da cerbiatta,un tenero sorriso capace di scioglierti il cuore e delle curve mozzafiato"...
...benchè sia solo una cessa sprucita e chiatta...

Oggi sto mestruato.
Tra le varie cose da annotare della giornata meravigliosa:
-sono andato all'uni e mi son sentito male per il caldo;
-tornando a casa ho incontrato Pisello, l'uccello della foto e l'ho condannato a morte certa per colpa di mia madre;
-ho dormito tutto il pome nella vana speranza di sentirmi meglio ed ora mi sento in colpa per non aver combinato nulla con 4 esami alle porte;
-il pacco di giocoleria partirà forse sabato;
-odio essere palloso e pessimista, ma il mondo finirà entro luglio ed io avrò sprecato tutto il mio tempo residuo studiando come un pazzo.
P.S.Addio Pisello! Dopo Scojone (lo scoiattolo), Moana (la pianta carnivora tutta-bocca), e Miss. R. (la mia ex), sei l'essere meraviglioso che mi è durato di più.
P.P.S. ...e dopo questo P.S. di sentimentalismo spicciolo, vedete di andarvene a cagare tutti!!!
Non è possibile!
Di ragazze belle ne conosco tante, ma mai belle come le ragazze che incrociano la mia vita ultimamente.
Ieri. Lei, crocevia di tutti i miei desideri più nascosti, come se qualcuno avesse spiato nella mia anima e ne avesse tratto fuori questa meravigliosa fatina dagli occhi lucenti, riccioli rossi e delicata pioggia di lentigini.
Oggi. Lei, occhi da cerbiatta, timido sorriso ai miei complimenti indiretti fatti con la nonchalance di un finto spavaldo e dolce voce capace di esprimere tanta tenerezza in ogni singola sillaba pronunciata.
Che belle, le giornate all'università!
Un amore al giorno,toglie il medico di torno...
Pensieri fissi su di lei.
Sguardo fisso su un sorriso che non mi appartiene e che spesso è rubato da nuvole veloci che sfrecciano nel cielo.
Occhi vivi e profondi di chi non ha mai visto un cielo blu cobalto e che vive di albe pallide.
Il pensiero torna a quel quadro, quando tutti, dormienti, non avevano visto il mostro venir fuori dalla tela.
La pallida luna ancora una volta era spuntata e si faceva largo tra i pensieri di un giovane punk di periferia.
Saluto le panchine brumose e le giostre fredde baciate dai primi raggi di un mattino freddo e me ne vado a dormire accompagnato dal frastuono degli uccelli che, cinguettando, riempiono l'aria.
C'è dell'odio in me, nonostante tutto l'amore di cui sono capace.
C'è della rabbia per il mio stupido modo di essere e per il fatto che non riesco ad esternare i miei pensieri alle persone che amo.
...amo...
...mah!
Volto le spalle alle tenebre, fingendo di non aver paura del coltello che sento sibilare alle mie spalle.
Fischietto con indifferenza.
"Lascialo perdere."-mi ripeto-"Se non ti curi di lui, scomparirà!"
Freddi sibili continuano sempre più lontani ed io mi ritrovo tra braccia fredde ad aspettare qualcosa che mai arriverà.
Au revoir, ma chérie!
Oggi, pioggia per antipasto, primo, secondo, contorno, frutta, dolce, caffè ed ammazzacaffè.
Eccheccazzo!
Sull’autostrada c’erano delle pozzanghere che quasi fermavano l’automobile ed io mi aggrappavo alle cinture di sicurezza posteriori mentre Marcello mi portava via da quel manicomio che è la mia vita all’uni, costellata di strani esseri che potrei definire “amici saltuari”, mancate fanciulle, amori perversi e mostri da ammazzare.
Gioco col diablo nei tempi morti e salto da un discorso all’altro, bevendo i peggiori caffè che abbia mai potuto pensare di assaggiare in vita mia.
E in tanto, la pioggia scende veloce e fitta, riempiendo strade, tombini ed anche una bella fetta del mio spirito ottimista.
“Ucciderei, per una carezza”… ed io accarezzo con tutto l’amore di cui son capace, digitando i tasti di una fottuta tastiera.
Ti voglio bene, Ross…non mollare!
Per quanto, ancora andrà avanti questa mia vita fatta di strane gioie?
Chiacchierate notturne con amici e vicini conosciuti da poco, arrampicato ad un albero di ciliegie e quasi impiccato alle punte sporgenti di un cancello, dopo una caduta durata pochi centesimi di secondo e qualche centimetro.
E’ così stupido, il mio sogno di essere quel qualcosa che già in buona parte sono.
Io, fottuto stupido che cerca di salvare le lumache, togliendole dalla strada trafficata dopo la pioggia.
Io, idiota patentato che, pur essendo ipocondriaco, mi metto in situazioni strane di affaticamento deleterio per il mio equilibrio psichico.
Io, infine, povero idiota speranzoso di poter cambiare una parte di me che mi piace tanto: la voglia di resistere a questa vita di merda, gioiendo delle piccole botte di culo che saltuariamente mi capitano.
Amo un po’ di gente, ultimamente.
La amo come poche volte m’è capitato d’amare.
Grazie a tutti, gente, benchè non saprete mai di essere così importanti per me.
Grazie.
Solo soletto me la spasso tra diablo, pensieri e tutta l’energia che ho in corpo.
Ho pensieri che vagano a dolci vite che hanno incrociato la mia, una foto tra le mani e la sicurezza di voler essere qualcosa che in parte già sono.
Fuori, il vento e la pioggia mi consigliano vivamente di essere roccia.
Dentro, il calore e la pace mi scoprono lava silente.
Dolci note mi cullano e mi trasportano a vite che non ho mai vissuto e che ho sempre sognato di costruire.
Il futuro.
Meta alla quale sempre ho teso, pieno di speranze e sicurezze.
Credo che in futuro mi riscoprirò molto più stronzo di quanto non senta di essere adesso.
Molto più sicuro e molto più solo, circondato da un mare di gente (ciarliera).
Diario più o meno aggiornato di una redenzione dovuta