Memorandum di una vita fatta di Post-it

Memorandum di una vita fatta di Post-it

venerdì, 22 settembre 2006

...vorrei uccidere qualcuno ma sono stanco...qualcuno potrebbe suicidarsi e dare la colpa a me?Grazie...

Biondi occhi azzurri si arricciano nella mia memoria mentre la lingua si felpa nell'intervallo di tempo che impiego per pronunciare la prima parola del nostro rapporto, conscio che si tratterà dell'unico biglietto da visita che che mi sarà dato di presentarle per rimanerle immagazzinato nel cervello per i giorni a venire. L'aria diventa irrespirabile in un turbinare continuo di eventi e di sensazioni che mi portano a sussultare ad ogni battito del cuore.
Odio la mia emotività ed il fatto che spesso mi porta ad essere ciò che non vorrei essere: ciò che gli altri vorrebbero che io fossi o, nel caso ancora più estremo, ciò che credo che gli altri possano volere che io sia.
Idiomi tedeschi rimbombano e rimbalzano nelle mie orecchie fino a raggiungere e scuotere le mie sinapsi.
Lo studio si accumula in un angolo del tavolo della biblioteca ed io mi ritrovo a fungere da metronomo per una melodia ipnotica a base di chitarra elettrica e batteria.
Mein Teil.
Il gelataio bussa alla mia finestra porgendomi gli avanzi di ciò che gli è rimasto dall'estate: un'eredità di crema al cioccolato e vaniglia.
Che Dio lo abbia in gloria!
Si gira, fugge veloce verso un ipotetico punto dell'orizzonte e sparisce come proiettato in un'altra dimensione.
"Non sapevo che esistesse una precisa dimensione assegnata ai gelatai...dev'essere la dimensione estiva a metà tra quella delle 'Vacanze a base di Tassoni con granita a limone' e quelle del 'Quotidiano letto sulla spiaggia con le pagine indurite dallo iodio'", mi dico.
Un ricordo mi porta a confermare l'ipotesi appena formulata. Due indizi: il gelataio aveva una camicia bianca a maniche corte e fuori ci sono -13 gradi; il gelato era sciolto come il flusso di pensieri di chi è steso al sole al decimo giorno di vacanza, ormai dimentico dei ritmi della quotidianità.
La brunetta riccia del tavolo accanto mi mostra le sue ascelle anni '70 con le quali potrei spolverarci tutta casa.
Vorrei accarezzarglielo e rassicurarla sul fatto che non c'è nulla da temere nella vita, se puoi tenere a distanza di sicurezza qualsiasi essere vivente con un po' di buon gusto...
...bisogna solo sperare che tutti i malintenzionati del mondo non abbiano gusti di merda e la passerai liscia ancora una volta, proprio come la lametta che avrebbe dovuto raderti.
"Un'ascella a zampa d'elefante...quale pervertito nostalgico di quegli anni potrebbe mai infierire sessualmente su un indiscutibile particolare anacronistico come quello?", pensai.
Passarono alcuni minuti di silenzio, mi alzai e le andai a chiedere se le andava di venire a casa mia.

scritto da: PneumaCuiaAlvusAstrictaEst alle ore 20:29 | link | commenti
categorie:
martedì, 19 settembre 2006

De dinosauris rosis versus fomicae Flanaghanorum et cerbiattis violis volantis

Sorse dal cielo una livida luna autunnale e di lì a poco le nubi cominciarono a girarle attorno in una danza di imprevedibile gioia.
Saltarono sui fulmini e giocarono a rincorrersi nella bruma sottostante.
Il mare ruggiva e tutti erano rintanati nelle proprie case o alle taverne portuali che fin troppe volte ospitavano spiriti eletti ed emarginati da ciò che la società imponeva in quegli anni.
Fu così che tutto cominciò.
"...è vero!Lo giuro sulla barba del mio trisavolo"-le parole risuonavano tra la folla del "Pescatore di sirene", una taverna malfamata della zona sud del porto.
"E' tutto vero e ve lo dimostrerò!L'ho visto con questi occhi ed ho potuto testare sulla mia pelle quanto andrò adesso ad illustrarvi"-parlava come un informatico ad una conferenza, commentando i propri ricordi come se fossero slides in power point.
Fecero eco una salva di fischi ed alcuni appalusi di chi voleva svoltare la serata ascoltando i racconti di un vecchio pazzo che parlava di fantomatici dinosauri rosa che combattevano contro le formiche giganti del pianeta Flanaghan e di cerbiatti viola mignon che sorvolano Bari nei giorni di pioggia.
"Lasciatelo continuare!!!" fu il grido di un unico avventore, affascinato dalle storie fantastiche di quel povero pazzo che continuava a giocolare con palline, simulando il volo dei cerbiatti viola mignon.
La folla tacque e si voltò verso il punto da cui era partita quell'unica voce.
Silenzio.
Ancora silenzio mentre scrutavano il tapino che, accortosi di essersi troppo esposto, arrossì.
"Non è possibile!Non dovevano girarsi verso di me! Avevo calcolato tutto nei minimi dettagli e la rifrazione della mia voce nell'aria tersa di questo locale doveva diffondersi con un effetto surrond 5.1 fino a rimbalzare sulle bottiglie di questi poveri inetti...a meno che...a meno che...ODDIO!!!Era log2 e non log10!!!Come ho fatto a sbagliarmi in un modo così grossolano?!?", ripetè tra sè e sè, estraendo la pistola e ficcandosela in bocca un attimo prima di calcolare il moto che il proiettile avrebbe compiuto una volta premuto il grilletto.
"Fermatelo!!!"-urlò un astante sgomento.
"E' un ingegnere!!!E' fuori di sè,fermatelo!!!"-disse un altro.
Troppo tardi.Il proiettile si andò a conficcare nella parete alle sue spalle, nel punto esatto in cui aveva calcolato si sarebbe andato a conficcare.
Fatto strano è che il cervello formò strane macchie sulla parete e tutti non badarono più al cadavere, cercando di distinguere il soggetto della strana immagine che si era materializzata sul muro.
"E' un cervo!", tuonò un primo.
"Non lo vedi che è mia madre che mi allatta?!?", gli fece eco un secondo.
"Non è la tua!E' la mia!!!", ringhiò un terzo, pestando il piede del secondo.
Le grida continuarono fino a che tutti ebbero espresso la propria.
Tutti meno due.
Uno era il giocoliere visionario, l'altro era uno strano elemento che era rimasto impassibile per tutto il tempo, in un angolo della sala, annotando tutte le risposte.
Alla fine si alzò dalla propria sedia e disse "Le macchie di Roscharch non mentono!" estrasse una pistola invisibile dalla tasca della giacca, l'allungò fino a farle raggiungere la lunghezza di due metri, le fece un nodo scorsoio immaginario e si impiccò al proiettile ancora conficcato nel muro.
Silenzio.
Arrivò tacitamente il turno del bardo giocoliere, quando tutti si volsero verso di lui con un unico interrogativo negli occhi.
"La parte rosa del cervello sul muro sono i dinosauri, le macchie rosse sono le formiche, i pezzi di materia grigia sono le nubi cariche di pioggia e quei grumi di sangue violacei sono i cerbiatti mignon!".
Tutti furono d'accordo.

scritto da: PneumaCuiaAlvusAstrictaEst alle ore 22:37 | link | commenti
categorie:
domenica, 17 settembre 2006

Precisazione chirurgica...

Se preciso di non essere qualcosa, probabilmente è perchè temo di esserlo...

scritto da: PneumaCuiaAlvusAstrictaEst alle ore 16:11 | link | commenti (1)
categorie:
sabato, 16 settembre 2006

Subdoli intenti facciali, facenti parte di sfaccettate facciate...

Pianificare tutto ciò che non faccio mi rende digeribile il fatto che non lo faccia, facendomi illudere che quando lo farò, sarà tutto più fattibile...

scritto da: PneumaCuiaAlvusAstrictaEst alle ore 16:37 | link | commenti
categorie:
giovedì, 14 settembre 2006

...di norma vuole farsi anche quelle...

"Ti amo quando hai freddo e fuori ci sono 30 gradi. Ti amo quando ci metti un'ora per ordinare un sandwich. Amo la ruga che ti viene qui quando mi guardi come se fossi pazzo. Mi piace che dopo una giornata con te, sento ancora il tuo profumo sui miei golf. E sono felice che tu sia l'ultima persona con cui chiacchiero prima di addormentarmi la sera. E non è perchè mi sento solo, e non è perchè è la notte di Capodanno. Sono venuto stasera perché quando ti accorgi che vuoi passare il resto della tua vita con qualcuno, vuoi che il resto della tua vita inizi il più presto possibile"

scritto da: PneumaCuiaAlvusAstrictaEst alle ore 21:58 | link | commenti
categorie:

CoSte

"Postilla pre-nanna:non m'importa di non vivere nulla d'interessante e di non vivere esperienze che mi facciano sentire vivo.L'importante è non dover dissimulare una falsa felcità per tutto ciò."


scritto da: PneumaCuiaAlvusAstrictaEst alle ore 21:20 | link | commenti
categorie:
mercoledì, 13 settembre 2006

L'entità del danno...

"Chiudi gli occhi e affidati alla razionalità.La "realtà", per come la concepiamo, è una visione di ciò che ci circonda interpretata in base alle esperienze passate.Se non conosci il dolore, questo non esisterà. Se arrivi a provare dolore per un brutto pensiero è perchè ricordi il male provato o che hai creduto di provare in precedenza, in occasioni simili. E allora devi scindere quelle cose di te di cui hai consapevolezza da ciò di cui non hai consapevolezza, analizzare queste ultime e capire perchè la decodifica che fai mediante loro del tuo presente ti causa dolore. In pratica, i pensieri (indotti dalle ferite del passato) cha causano dolore (reale), sono l'unica vera forma di illusione di cui parli. Noi non creiamo emozioni a nostro piacimento ma le subiamo. Ciò che creiamo (per autodifesa, autolesionismo e quant'altro) sono i soli pensieri."


scritto da: PneumaCuiaAlvusAstrictaEst alle ore 21:53 | link | commenti (1)
categorie:
lunedì, 11 settembre 2006

Bellezza "riflessa"...

Non credo possa esserci vera bellezza, senza naturalezza...

scritto da: PneumaCuiaAlvusAstrictaEst alle ore 19:41 | link | commenti
categorie:
martedì, 05 settembre 2006

Schizzi di schizofrenia

Cosa mi sta accadendo?!?
Sono 3 notti che non dormo...
Sono 3 notti che ho sogni agitati...
Sono 3 giorni che la mia mente viaggia a ritmi frenetici senza che io abbia la forza di placare questo flusso di pensieri...
Sono 3 giorni che...
Sono 3 notti che...
[...]
Giorno e notte,giorno e notte!!!Mangi e non ingrassi,dormi e dimagrisci!!!

scritto da: PneumaCuiaAlvusAstrictaEst alle ore 09:17 | link | commenti
categorie:
domenica, 03 settembre 2006

Susanna

Tornato dalle vacanze.
32 giorni di mare,sole,relax e lontananza dalla routine e dalla polvere dei rimorsi.
Ho in mente mille ricordi di attimi che si susseguono senza un "prima" e senza un "dopo".
Semplicemente foto piazzate alla rinfusa in un album.
Ho le voci dei miei amici che mi parlano mentre ci scaldiamo al sole,sulle pietre della spiaggia.
Ho le braci,le cenette e le sagre;occasioni e pretesti per stare assieme.
Ho le stelle che mi brillavano sulla testa e la costellazione a forma di aquilone che accompagna me e le mie bronchiti (mi addormentavo ogni notte con la finestra aperta per poterla guardare fino ad addormentarmi) da quando ero piccolo.
Ho un muretto sul quale ho trascorso le mie passate estati e dove anche quest'anno s'è rinnovato il rito della chiacchierata notturna.
Ho tante facce nuove ed alcune vecchie,rilette con una chiave differente.
Ho nomi,luoghi e brividi,donati in attimi di distrazione.
Ho il panico di quando la mia temperatura corporea scendeva rapidamente mentre una mezza noce di cocco finiva sotto un sedile.
Ho una "piacevole rivelazione" che m'ha catturato i pensieri come non credevo fosse ancora possibile accadesse.
Ho gatti randagi che si facevano coccolare in stradine scoscese di un paesino di montagna.
Ho il vino che dava alla testa mentre si danzava in una festa di paese e la birra che faceva sembrare innocente,una carnefice.
Ho i miei fratelli e le loro manie,le due gemelle diverse coi loro difetti e tutte le parole inutili che,solo chi ama,è capace di avere.
Ho un barattolo di Nutella(TM) "passato" come una canna per intingervici i biscottini.
Ho gli incontri inaspettati e quelli evitati a lungo.
Ho le nuotate,le corse,le passeggiate e le maniglie dell'amore che non sono andate via.
Ho un block notes su cui ho appuntato i pensieri più vari.
Ho le partite a carte e gli sms di Vale,Chicca,Ciccio e Daniele.
Ho la pelle d'oca per il mare gelato,il vento che mi asciuga le gocce d'acqua,addosso,e la doccia che mi libera dal sale.
[...]
Ho me,in un sorriso sfocato di chi ancora non ha ciò che vorrebbe ma che conosce bene i propri desideri.

scritto da: PneumaCuiaAlvusAstrictaEst alle ore 03:11 | link | commenti
categorie:

Diario più o meno aggiornato di una redenzione dovuta

Chi sono

Utente: PneumaCuiaAlvusAstrictaEst
Nome: Zio Panzu
Sono uno che ha bisogno che gli altri dicano di lui qualcosa che già sa,per poter dire a terzi ciò che loro immaginano di sapere sul mio conto.

Archivio

oggi
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Categorie

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte