"C'è sempre qualcosa di cui parlare, quando c'è la nebbia e si passeggia assaporando lo smog e l'odore di terra umida che sale dal prato" sbottò all'improvviso Mr. Cì, saltando a piè pari tra i pensieri di Lord Panzu.
"Quanta veridicità nelle sue parole, amico mio! Al giorno d'oggi c'è così poco tempo per godersi il tepore del sole, che cominciamo a godere anche solo del velo ovattato della nebbia. Ricerchiamo la felicità in ogni dove, senza sosta, anelando qualcosa che forse mai otterremo ma per la quale siamo convinti di dover lottare. Troppe energie vengono spese ogni attimo della nostra vita alla ricerca di un sogno che ci crediamo dovuto in base alle sofferenze che ci porteranno a realizzarlo. Quanta inutile teoria! Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Il dolore si trasforma in sollievo nel non provarlo più ed il sollievo si trasforma in gioia. Tutto sta nel trovare un modo per interrompere la catena degli eventi e delle trasformazioni un attimo prima che la gioia si ritrasformi in dolore..." rispose Lord Panzu prima di rigettarsi in eloquenti elucubrazioni silenziose.
"Temo non vi sia altra via che la follia. Riparo opaco da sguardi indiscreti e, spiovente, per deviare gli scrosci di ingiurie rivolti alla nostra persona" disse Mr. Cì partendo alla volta di quella porta che dava sul bianco più accecante in cui i suoi occhi si fossero mai imbattuti.
"Lo temo anche io..." gli fece eco Lord Panzu, spazzando via ogni residuo di felicità ed avvolgendosi in un manto di gelida foschia prima di rientrare nella propria cella imbottita.
Diario più o meno aggiornato di una redenzione dovuta